“Ripristinare il servizio delivery per ripartire con meno affanni”

di Matteo Maiorano – “Ripartire subito con il servizio di consegna, per riprogrammare con meno affanni il futuro del commercio”. In un momento estremamente difficile per le attività di ristorazione del territorio, i titolari delle attività di Food & Beverage provano a far fronte comune alle avversità. L’obiettivo resta quello di realizzare una programmazione a lunga gittata, per consentire il ritorno, un giorno, al riempimento dei locali del salernitano. Per farlo sarà necessario ragionare per step, anche perché è impossibile immaginare un ritorno alla normalità che non cammini di pari passo ad una gradualità di progetto d’insieme. Raffaele Donnamaria, titolare dell’impresa “Addor ‘i Pizza”, ha condiviso con entusiasmo una delle ultime iniziative in materia di impresa. CucinaContinua, progetto di Lettera7 a cura di Dario Volpe, ha realizzato i Dining bond, coupon con i quali i clienti possono fin da ora acquistare menù riscattabili alla riapertura. Un modo per scommettere sul commercio, che rappresenta domani più che mai il futuro da cui far ripartire l’economia della città di Salerno.

Raffaele, perché ha creduto in questo progetto?

“Credo che mai come in questi tempi dobbiamo reinventarci. Ho accolto con entusiasmo questa nuova idea del mio amico Dario: per quanto riguarda la mia attività propongo due tipi di bond: un menù trattoria, con tre piatti a 15 euro e un asporto, che comprende una pizza e fritti vari a 10 euro”.

Come saranno utilizzati questi bond?

“I nostri clienti, che ringrazio per aver posto fiducia nel mio lavoro (più di 30 coupon venduti in 48 ore, ndr), potranno convertire il bond non appena riaprirà l’attività”.

Per quanto riguarda l’asporto, si è molto discusso sul divieto in Campania della consegna a domicilio.

“Non ne comprendo le ragioni. Per noi è un grave danno, ritengo che dovesse essere fatta una cernita: non vedo perché una pizzeria, con un addetto dedicato e le giuste misure in materia di prevenzione e distanza sociale, non possa effettuare le consegne. Nel corso degli anni abbiamo anche tagliato la vicinanza fisica attraverso le varie piattaforme quali JustEat: pagando con la carta hai anche il vantaggio di non doverti recare in loco, dunque senza dover incrociare persone. Credo che in futuro lavoreremo ancor di più con queste piattaforme”.

Il mondo del commercio subirà un profondo stravolgimento, secondo lei?

“Non sappiamo neanche ancora quando potremmo tornare a lavoro. Al momento si resta nel campo delle ipotesi: il contatto tra le persone cambierà e i primi mesi bisognerà riorganizzare tutto il lavoro. Non credo che la popolazione dall’oggi al domani torni a riempire le sale dei nostri locali”

Può dirsi soddisfatto delle misure messe in atto dal governo centrale?

“Hanno sbloccato i prestiti garantiti ma ancora nessuno ha percepito alcuna somma. Sono felice di quelle che sono state le promesse sul piano regionale, aspettiamo di passare ai fatti. La richiesta che noi titolari rivolgiamo è quella di poter riattivare quanto prima il servizio delivery. Siamo fermi da ormai un mese e mezzo, molti di noi sono a rischio”

Rispondi