#RisorgiamoItalia, il grido d’allarme dei ristoratori diventa un flash mob

Un tavolo imbandito, le luci dei locali mestamente accese, seppur per pochi minuti, e la consegna simbolica delle chiavi delle attività di ristorazione. Martedì e mercoledì scorso titolari di bar e ristoranti salernitani, riuniti nell’associazione commercianti salernitani (Acs) hanno aderito in massa a “Risorgiamo Italia”, una manifestazione di protesta pacifica contro le recenti misure assunte dal governo Conte, giudicate insufficienti ed inefficaci a garantire la tutela economica delle loro attività. La partecipazione alla protesta è stata ovviamente incrementata dalla scelta dell’esecutivo di prorogare al primo giugno la riapertura di bar e ristoranti per scongiurare il rischio di contagio. Il vicepresidente dell’Acs Paolo Riccelli, titolare del Burger Bar, traccia una sintesi di una due giorni destinata a segnare la storia della ristorazione salernitana e non solo.

L’alto numero di operatori di questo settore ha inciso sulla massiccia partecipazione a Salerno a questa manifestazione?

A Salerno la partecipazione è stata massiccia perchè ci siamo impegnati davvero tantissimo con l’associazione commercianti salernitani di cui io sono il vicepresidente. Con il sostegno di tutti gli associati ed i membri del direttivo abbiamo deciso di supportare questa manifestazione che è pacifica. E’ bastato essere presenti con le luci dei locali accesi ed un tavolo imbandito. E’un’iniziativa semplice ma che trasmette un messaggio forte”.

Come siete riusciti a propagandare questa manifestazione?

“Siamo riusciti a portare avanti quest’iniziativa con pochissimi mezzi, riuscendo ad avere anche un contatto frequente con gli organismi nazionali che hanno guidato la protesta, che è nata nel centro-nord, a cui hanno partecipato anche ristoratori che sono diventati famosissimi sui social ed anche in televisione. Anche questo tipo di visibilità a carattere nazionale ha dato uno slan- cio forte alla manifestazione, che è stata pacifica, di semplice esecuzione”.

Mercoledì, poi, la simbolica consegna delle chiavi al municipio di Salerno.

“Siamo stati presenti in pochissimi proprio per attenerci pedissequamente al rispetto delle regole evitando qualsiasi tipo di pericolo per la salute pubblica. Ma la risonanza mediatica è stata notevole. Numerose televisioni locali hanno aderito alla manifestazione supportandoci. Ed anche il supporto dell’amministrazione comunale, che ringrazio, è stato fondamentale”.

A risentire della crisi oltre agli imprenditori saranno anche i dipendenti.

“Si, tanto che i miei hanno scelto di girare autonomamente il video di invito di partecipazione all’evento proprio perchè saranno coloro che ne pagheranno maggiormente le conseguenze: il problema non è solo del ristoratore ma un po’di tutti coloro il cui sostentamento economico dipende dai locali. Il crollo del settore Ho.re.ca sarà palpabile soprattutto dal punto di vista occupazionale”.

Ci auspichiamo giungerà a breve il giorno della riapertura: cosa auspicate possa esser attuato dall’esecutivo in futuro?

“Nonostante la nostra iniziativa sia stata forte, ripeto, abbiamo sempre cercato di mantenere un profilo di compostezza e di correttezza per il quale abbiamo ricevuto anche un sincero ringraziamento da parte del sindaco e dell’assessore Loffredo, al quale abbiamo presentato un pacchetto di proposte che speriamo possano orientare l’azione futura del governo”.

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