Sanità, dai Covid Center fino ad Ebris: 15 indagati

di Andrea Pellegrino

Sono quindici le persone iscritte nel registro degli indagati per le quali la Procura di Napoli ha chiesto una proroga delle indagini sulla maxi inchiesta che accende i riflettori sulla sanità regionale durante la prima emergenza Covid. Dalla costruzione degli ospedali modulari fino alla gestione dei tamponi, fino alle convenzioni con la salernitana “Ebris”, i vari filoni d’inchiesta. Ed è su Ebris (attualmente impegnata anche per la gestione dei tamponi nelle scuole di Salerno città) che la Procura di Napoli avrebbe iscritto sul registro degli indagati, Enrico Coscioni, cardiochirurgo, consigliere alla sanità di De Luca e presidente dell’Agenas. Sotto inchiesta anche il coordinatore della task force anti Covid Italo Giulivo, la dirigente dell’Ufficio di gabinetto della Giunta regionale Roberta Santaniello, il consigliere regionale Luca Cascone e Corrado Cuccurullo, presidente della societa’ Soresa che per conto di Palazzo Santa Lucia si occupa della spesa sanitaria regionale. Sul filone tamponi invece sono al vaglio le posizioni di Antonio Limone e Pellegrino Cerino, direttore e consulente dell’Istituto zooprofilattico, e di Antonio Fico, direttore sanitario del centro Ames. Il reato per i quali si indaga è di turbata libertà degli incanti. L’inchiesta è stata affidata a un pool di quattro pm: Antonello Ardituro, Henry John Woodcock, Simone de Roxas e Maria Di Mauro, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio.

COSCIONI: “ESTRANEO AI FATTI”
“Dichiaro la mia completa estraneita’ ai fatti e confido nella magistratura”, afferma Enrico Coscioni commentando la notizia.

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