Se l’Italia è davvero il Bel Paese

di Alessandro Rizzo

Oggi un amico architetto mi ricordava che a Vienna, città al primo posto per qualità della vita e dell’offerta turistica, molti ristoranti, bar e negozi sono chiusi la domenica, il sabato chiudono 2 ore prima tranne i supermercati che chiudono alle 13. I musei, invece, nei fine settimana chiudono alle 22 e al loro interno si tengono anche concerti. Asseriva che vivere circondati dal bello rende migliori le persone. 

Un altro amico, anche lui architetto, mi diceva sempre che se apparecchi la tavola con posate d’argento e tovaglia di fiandra difficilmente vedrai qualcuno mangiare con le mani. Il concetto in realtà è antico ma sempre attuale, l’accostamento tra estetica ed etica nasce con Platone e Aristotele e arriva ai tempi nostri nel pensiero di Schiller e Nietzsche. E tuttavia questo concetto a me in italia sembra stonato: l’Italia è il Bel Paese per definizione eppure non mi pare che l’etica sia il valore più frequente nei suoi abitanti.

Parimenti mi pare stonato che chiudere i centri commerciali la domenica possa servire a portare gli italiani nelle piazze e nei musei. In questi giorni si parla di questo, di un disegno di legge che disciplini l’apertura degli esercizi commerciali la domenica. Attenzione, non vuol dire che ne imponga la chiusura, come i faziosi vorrebbero far credere. Vuol dire solo che, con legge dello Stato, si cercherà di mettere un freno alla cattiva abitudine di molti commercianti di spremere in giorni di festa i propri dipendenti, ai quali dovrà essere garantito che il lavoro non leda la dignità della vita. Non entro nel merito della proposta di legge, le scelte politiche le fa chi è al governo e al governo ci va la forza politica democraticamente scelta dal popolo (Salvini è l’eccezione che conferma la regola).

Tuttavia non sono convinto che con una legge a regolarizzare le turnazioni, gli italiani, tutti brava gente, le rispetteranno. Esiste già  una legge contro il lavoro nero eppure non mi pare che le commesse, i benzinai, i manovali, siano tutti assunti. Sarà grazie a una legge che dice che se ho un contratto part-time a 4 ore devo lavorare 4 ore che nessuna commessa ne lavora 8, 9, 10 o anche di più… Perché è così, vero? No? Allora qualcosa mi sfugge.

Facciamole le leggi, ma ricordiamoci di fare anche i concorsi per avere più pubblici ufficiali a controllare che siano rispettate. Facciamole le leggi, ma diffondiamo la cultura del rispetto (Salvini è sempre l’eccezione, altrimenti che regola è?). Facciamo tutto, ma ricordiamoci che ormai l’irregolarità viene invocata da chi la commette come fosse un ammortizzatore sociale. Ricordiamoci che le imprese non assumono e, per assurdo, sono anche in grado di dare una motivazione. Ecco, a quell’amico ho dovuto ricordare che l’Austria è al diciottesimo posto della classifica (negativa) degli analfabeti funzionali mentre l’Italia è al quarto.

Dovrebbe preoccuparci il motivo per cui la domenica da noi si riempiono i centri commerciali invece che i musei. A me piacerebbe un Paese in cui il lavoro fosse tutto regolare e i centri commerciali fossero aperti la domenica, ma semivuoti. Mi piacerebbe invece vedere pieni i musei e i parchi, ovviamente puliti e ben tenuti.

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