Serie A1 a sedici squadre divisa per gironi territoriali: la Fin riflette

di Matteo Maiorano – Tutto fermo fino al 31 maggio. Mentre la Fin ha nominato una commissione che lavorerà sulla ripartenza o l’eventuale cancellazione della stagione agonistica, sono iniziati a filtrare i primi indizi su quelle che potrebbero essere le formule per non dilapidare quanto costruito dalle società pallanuotistiche. Matteo Citro, mister giallorosso impegnato anche sul fronte dell’emergenza legata alle strutture per minori con problematiche sociali, in questi giorni di quarantena riflette sul futuro prossimo dello sport, immaginando le formule che coinvolgeranno la pallanuoto.
In che modo sta vivendo la quarantena?
“Sono molto impegnato nel sociale. Lavoro presso strutture residenziali destinate ai minori con problematiche sociali. L’emergenza colpisce in maniera forte questo settore, la scuola rappresenta una parte fondamentale per il recupero sociale. Stiamo seguendo tutti i protocolli sanitari necessari affinché l’emergenza venga fronteggiata con il massimo rigore possibile. Fortunatamente i ragazzi possono sfruttare gli spazi esterni per fare sport: l’esercizio rappresenta un fattore di sviluppo fondamentale”.
La pallanuoto, come gli altri sport nazionali, vive un momento molto particolare.
“Nei giorni scorsi ho firmato un documento, di comune accordo con altre società, destinato alla Fin affinchè si attendesse qualche altra settimana prima di cancellare la stagione. Chiaramente l’auspicio è quello di riprendere, ma ci rendiamo conto che tra protocolli sanitari da seguire, strutture comunali da rimettere in sesto e altri fattori legati agli sponsor non sarà una passeggiata. Qualcuno si prenderà la responsabilità di concludere la stagione”.
Sono al vaglio formule per provare a salvare il campionato corrente?
“Sarà l’emergenza a dettare i tempi. Spalmare il campionato in due anni non è un’ipotesi da scartare, come la stessa cancellazione della stagione dopo il 31 maggio, tempo che la Federazione ha preso per decidere su un’eventuale ripresa. Un’altra idea è quella di alzare il numero di partecipanti del prossimo torneo a sedici, con quattro gironi territoriali. Tale proposta però non garantirebbe equità, anche perchè vi sono differenze tecniche marcate tra le formazioni di prima fascia e il resto delle compagini. E’ un modo per non gettare alle ortiche quanto costruito quest’anno”.
E gli eventuali verdetti?
“Le prime due di ogni girone avrebbero accesso alle Final Eight per il titolo, mentre terza e quarta andrebbero a fare gli spareggi per non retrocedere”.
Il mercato non rischierebbe di stravolgere le rose?
“Questo è un problema che andrà affrontato, perchè sicuramente le rose non si possono lasciare intatte. Si riapre la campagna acquisti”.
Le perdite per la pallanuoto saranno ingenti.
“La maggior parte delle perdite sono legate alla sponsorizzazione, è inutile nasconderci. Le aziende sono in difficoltà, molte società dilettantistiche fanno un certo tipo di discorso per via della gestione degli impianti che portano introiti. Il vero rischio è quello di far saltare tutto”.

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