Servalli replica al centrodestra sui buoni spesa: “Siamo stati equi e tempestivi senza ledere la privacy di nessuno”

Dopo le dichiarazioni del centrodestra cittadino sull’ invito all’equità ed alla trasparenza sull’assegnazione dei buoni spesa, interviene il primo cittadino di Cava de’ Tirreni, Enzo Servalli: “Siamo stati equi, tempestivi e non abbiamo leso la privacy di nessuno”. “L’amministrazione, tenuto conto dei criteri indicati dall’ocdpc 658 del 29.03.2020, ha redatto i criteri per un’equa distribuzione dei buoni spesa, ispirandosi al principio di una equilibrata ripartizione delle risorse erogabili. Si è voluto, con determinazione e soprattutto tempestività, fornire sostegno economico a tutte quelle famiglie, che, contro la propria volontà, vivono attualmente in condizioni di estrema precarietà, prive di un reddito che, al contrario, se pur in minima parte, altri (già fruitori di benefici statali o di altre forme di reddito) ancora godono. Si è deciso di non richiedere quale parametro il modello isee, poiché non solo avrebbe falsato la valutazione, riferendosi a redditi percepiti nell’anno 2019, ma sarebbe stato di difficile reperimento in questo particolare momento storico, da parte di chi non ne era già munito”. “I punteggi – dice il sindaco – indicati in avviso pubblico, oggetto di contestazione, sarebbero stati utilizzati solo laddove le domande fossero state di numero eccedente rispetto all’importo economico disponibile, ma così non è stato: tutte le domande idoneamente formulate sono state accolte per un totale di 1428 famiglie. Anche con riferimento alla presenza di accumuli bancari o postali, vi è stata un presa in considerazione di tale circostanza, non di per sé sufficiente ad escludere dal beneficio, ma oggetto di complessiva valutazione, tanto è vero che nessuno è stato escluso. Giusto ed equo sarebbe stato preferire, ove necessario, chi nulla ha per provvedere ai bisogni alimentari della famiglia, rispetto a chi, seppur con sacrificio, ha in questo particolare momento storico, somme di denaro da cui attingere”. “Chiaro è altresì – continua il primo cittadino – che i criteri di assegnazione siano riferiti all’intero nucleo familiare del richiedente così come puntualmente enunciato nell’avviso pubblico “…possono presentare istanza i nuclei familiari, anche monoparentali…”. In riferimento poi – conclude – alla paventata violazione della privacy nelle modalità di consegna, che si ricorda erano via pec mail o in formato cartaceo ai Servizi Sociali, non si comprende in che modo possa essere dannosa per la dignità umana né si comprende come potesse esserne di contro garantita la tutela per i il tramite delle associazioni di volontariato. Le modalità di consegna previste hanno avuto risultati ottimali; ogni assembramento è stato evitato e i cittadini, bisognevoli di supporto nella compilazione, hanno potuto rivolgersi agli operatori dei servizi sociali ivi presenti, i quali non solo in questo momento ma da sempre garantiscono privacy e dignità ad ogni cittadino. Si rammenta che chi non ha presentato domanda per i buoni spesa non sarà comunque lasciato solo, potendo rivolgersi al banco alimentare per il tramite del Servizio Sociale”, conclude Servalli.

ar

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