Siamo primi!

di Alessandro Rizzo

Non abbiamo vinto alcun premio, ma di certo possiamo essere orgogliosi di essere intervenuti in maniera così stringente sul problema Covid con una politica di risposte pronta ed efficace.

Le polemiche, come le chiacchiere, stanno a zero. Stasera (24 marzo) Conte ha chiarito la portata temporale dello stato di emergenza e ha rassicurato circa il fatto che le misure di restrizione non dovranno durare per forza fino al 31 luglio prossimo. In questo, secondo me, sbaglia; a mio avviso l’emergenza potrà durare anche più a lungo.

Ma io non sono un tecnico, non sono un virologo, non mi occupo di epidemie e non voglio, quindi, cadere nell’errore che commettono in molti di sentirsi in grado di giudicare le manovre del governo e gli errori delle persone che si stanno occupando del virus.

.Troppi oggi dall’alto della loro crassa ignoranza giudicano le scelte del governo sulla base della regola grillina dell’uno vale uno. E forse, ironia della sorte, è giusto che un governo a maggioranza 5stelle sperimenti sulla propria pelle che uno non vale uno; che un Casalino non vale un Burioni, tanto per fare un nome; che un Cristiano Ronaldo non vale un Ascierto. Conte non avrebbe mai immaginato di dover affrontare una situazione del genere per essere svezzato. Adesso tutti stanno capendo che in situazioni di emergenza a decidere de vono essere i competenti e a parlare dovrebbero essere solo quelli dotati di un minimo di intelletto. Io invece ho deciso di fidarmi. Di tacere e di seguire per quanto possibile le disposizioni urgenti. Eludo il mero invito solo se mi è assolutamente inevitabile andare al lavoro, io, che non sono interessato dal divieto.

Però quando esco, ormai più o meno una mattina a settimana, vedo ancora troppa gente in giro a far nulla. Molti anziani menefreghisti del fatto che queste restrizioni tutelano soprattutto loro. I nostri nonni sono generalmente più eversivi di noi. Ma sono forse anche più ignoranti. E d’altronde sono quelli responsabili della peggiore consumazione delle risorse ambientali degli ultimi 1000 anni. Per questo guardo con favore all’ultimo decreto di Conte, perché lì dove con la cultura non li convinciamo, tocchiamogli la tasca.

Bene l’inasprimento delle sanzioni, ma auspico anche che, in fase di applicazione, le forze dell’ordine usino ragionevolezza e buonsenso. Faccio un esempio, se io vivo ai margini di un paese, a 300mt da un supermercato di un altro Comune e a 700mt da quello più vicino che si trova nel mio stesso Comune, è evidente che uscire dal perimetro autorizzato sarebbe il comportamento più sensato da tenere per la sicurezza di tutti. Quel che è certo è che non vorrei trovarmi nei panni di Conte, neanche per un istante. Mi farebbe piacere che gli fosse riconosciuto che noi italiani abbiamo reagito prima e meglio di tutti gli Stati europei, a dispetto di tutte le castronerie che leggo in giro. Io mi limito a fare la mia parte, io resto a casa.

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