SPIAGGE LIBERE E POLEMICHE DeLucia: «Rispetto solo le norme»

Il mare e la sabbia al tempo del Covid

Dieci euro per accedere a Positano, il sindaco: «Soldi che servono per offrire i servizi». Ma in Costiera Amalfitana in quasi tutti i comuni si adotta il sistema della prenotazione a pagamento. «Le misure di sicurezza per il Covid hanno imposto restrizioni e controlli ma anche meno spazio sugli arenili»

di Oriana Giraulo

Basta una foto, qualche condivisione ed è subito polemica. E’ quello che è accaduto a Positano, dopo che sui social e nello specifico su Facebook, è apparsa la foto di un cartello in cui si leggeva che per poter accedere alle spiagge libere, oltre alle prenotazioni, i non residenti avrebbero dovuto pagare la somma di 10 euro. È bastato davvero un attimo, per far sì che questa notizia diventasse virale e scatenasse sull’amministrazione comunale (ed il particolare sul sindaco Michele De Lucia) una serie di commenti al vetriolo che ne condannavano – ovviamente – la scelta. Non sono tardate ad arrivare anche le polemiche politiche e in particolar modo il movimento Potere al Popolo di Salerno ha dichiarato che “anche qui le direttive governative sono il pretesto per una “selezione all’ingresso” con un preciso costo economico, come se non bastasse già il prezzo di un parcheggio e di servizi da queste parti non proprio accessibile”. A schierarsi contro la decisione del Comune anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che da anni ormai porta avanti la propria battaglia per concedere a tutti i cittadini uno scorcio di spiaggia. “L’emergenza sanitaria viene usata, con grave responsabilità delle amministrazioni comunali – ha dichiarato Borrelli – come scusa per privatizzare le spiagge. Questo è inaccettabile. L’accesso alle spiagge e al mare è un diritto sacrosanto”

Il chiarimento dell’amministrazione

Nessuna strumentalizzazione sanitaria: questa la posizione decisa del primo cittadino di Positano, Michele De Lucia che afferma di aver esteso, una gestione già consolidata da ben 11 anni del Lido Positano, a tutte le spiagge libere. “Questo modello risale a tanti anni fa – afferma De Lucia – “su 100 sedie che venivano riservate ai residenti, in maniera del tutto gratuita, il 20% di queste, qualora non fosse occupato da loro, poteva essere occupato da persone non residenti pagando una somma irrisoria di 10 euro. Questi soldi, non servono per mettere l’asciugamano a terra o per la discesa in spiaggia, ma è un piccolo contributo che viene richiesto per usufruire di tutti i servizi annessi come ombrellone, sedia, lettino e bagni. L’unica differenza sostanziale è che quest’anno questo modello di gestione è stato esteso a tutte le spiagge libere e non solo a quella del Lido Positano”. Un’esigenza – spiega il sindaco – dettata dalle restrizioni per ridurre il contagio da Coronavirus: “Non è pensabile far rispettare le distanze sulle spiagge non gestite e non attrezzate, specie quando il numero di turisti e residenti è notevole. Il Covid ci ha imposto questa scelta, perché le spiagge libere non possono essere controllate, l’unico modo per distanziare e controllare è mettere le sedie fisse come dice il protocollo”. La validità di questa iniziativa arriva anche da altri comuni italiani che hanno “imitato” la decisione del sindaco di Positano.

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