Stop ai colloqui per il Coronavirus: è rivolta al carcere di Fuorni

Momenti di tensione questo pomeriggio al carcere di Fuorni, quando un gruppo di detenuti, all’incirca duecento secondo l’Uspp, è salito sul tetto della struttura armato di spranghe di ferro.

La fuga sarebbe scattata dopo aver divelto le inferriate dei finestroni.

Alla base della rivolta, la sospensione dei colloqui per prevenire il contagio da Covid-19.

In seguito alla corsa sul tetto da parte dei detenuti rivoltosi, le forze dell’ordine si sono prontamente attivate per circondare la struttura e sorvegliarla dall’alto con un elicottero.

Sono intervenuti anche rinforzi della Polizia penitenziaria dalla regione.

Il direttore del carcere e il comandante degli agenti della Penitenziaria in servizio nell’istituto stanno ancora lavorando per riportare la situazione alla calma.

Sul posto sono presenti il provveditore degli istituti di pena della Campania ed altre autorita’ preposte all’ordine pubblico.
Piena solidarietà agli uomini e donne della Polizia Penitenziaria anche da parte del leader del Carroccio, Matteo Salvini.

“Massimo sostegno alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria. Legge e pugno di ferro con chi sbaglia!”.

“Solidarietà agli agenti della polizia penitenziaria impegnati a sedare una rivolta scoppiata nel carcere di Salerno. Mi auguro che la Procura apra immediatamente un’inchiesta per chiarire le responsabilità di quanto accaduto oggi pomeriggio”.

Così Lucia Vuolo, europarlamentare della Lega, interviene su quanto avvenuto nella casa circondariale di Salerno-Fuorni.

“Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la rivolta sarebbe scoppiata per la soppressione dei colloqui per via dell’emergenza coronavirus. Tuttavia, nessun provvedimento dell’amministrazione penitenziaria può giustificare quanto accaduto. Serve il pugno di ferro e come Lega mi impegno a portare il caso della carenza di agenti all’interno delle carcere italiane all’attenzione dell’europarlamento. Questo scempio deve finire”.

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