Tangentopoli Salerno: «Giordano è stato sequestrato dalla giustizia»

di Erika NOSCHESE

«In questo Paese vogliono il processo eterno». Non usa mezzi termini Donato Salzano, esponente del partito radicale che, da sempre, si batte per i diritti dei detenuti. In occasione del ventennale della morte di Bettino Craxi, a Salerno si torna a parlare della tangentopoli, periodo in cui – secondo Salzano – a differenza di oggi, ancora valeva lo Stato di diritto.

E’ stato un mese particolare, con il ventennale della morte di Bettino Craxi si torna, inevitabilmente, a parlare anche di tangentopoli salernitana che ha visto coinvolto l’allora sindaco socialista Vincenzo Giordano. Un processo terminato con la prescrizione…

«Mi viene da pensare quanto è costato ai contribuenti, anni di sofferenze per chi ha subìto questa persecuzione (si tratta di 30 e oltre capi d’imputazione) e per la maggior parte di questi è stato assolto e solo in due casi i procedimenti sono stati prescritti. C’è chi dice ancora che uno viene prescritto solo perché non è stata dimostrata la colpevolezza ma non è così, in questo Paese è stato introdotto il processo eterno ma allora non era così, valeva ancora lo Stato di diritto. Cosa mi ricordo di quegli anni? A Salerno si viveva il terrore, io già mi occupavo di politica e diritti umani, le persone all’interno del processo erano già nella mia consapevolezza; eravamo dei temerari quando scappavano anche i socialisti».

Si parlava di diritti umani, cosa c’è stato di sbagliato, secondo lei, in quel processo?

«Ancora oggi si continua a parlare di Vincenzo Giordano con il dubbio per due capi d’imputazione. Sono passati gli anni e il Trincerone adesso viene completato, abbiamo perso anni e denaro e purtroppo è così, questi hanno vinto perché è il regime italiano genuflesso a questi signori».

La tangentopoli salernitana ha visto coinvolto anche Aniello Salzano, all’epoca dei fatti consigliere ex comunale della Dc…

«Salzano ha subito lo stesso procedimento, la detenzione ti prova tantissimo non solo nel fisico ma anche nell’improvviso calo della vista. Il suo spirito combattivo rimase fino all’ultimo ma in modo particolare al fianco di Marco Pannella e del partito radicale. In quegli anni, in quei mesi, a Salerno scappavano tutti, gli unici temerari eravamo noi con Carmelo Conte e Maurizio Provenza; quest’ultimo, fino alla fine dei suoi giorni, non ha mai smesso di lottare per lo Stato di diritto. Il problema sono i processi penali: questo distretto, e immagino anche la Corte d’Appello di Salerno, non è immune da questo; è condannato per l’irragionevole durata dei processi e loro cosa fanno? Introducono il processo eterno».

Mentre Salerno viveva la tangentopoli salernitana, a Milano era già esplosa Mani Pulite che ha visto protagonista Bettino Craxi, storico leader del Psi. Crede che, in questo caso, ci sia stato l’accanimento da parte della giustizia?

«Certo, la violazione dei diritti umani. Io, in passato, ho sempre detto che Giordano, alla luce di questi procedimenti, la durata e il costo, fu sequestrato. E non c’è altro da aggiungere. E’ ovvio che questi continuino a ripetere che si può stare anche da innocenti in carcere, non è detto che non si possa essere innocenti e stare in galera. E’ proprio così e nonostante un procedimento penale di tipo accusatorio, con le parti che si confrontano e il giudice che è terzo, ma non si è mai dismesso il procedimento inquisitorio in cui eri tu che dovevi difenderti, non gli altri che ti accusavano. Il nuovo procedimento penale viene completamente vanificato con il ritorno all’inquisitoria dove il pubblico ministero è alla pari di chi giudica e chi giudica, spesso, è supino alla volontà di questi signori. All’epoca, a Salerno ce ne erano tanti».

Ad oggi cosa è cambiato?

«Credo sia molto peggio. Questi hanno vinto e gli unici che continuano a lottare, come sempre e come non mai, è il partito radicale e l’unione delle camere penali e alcuni socialisti come Claudio Martelli».

Abbastanza scontata come domanda ma credi nella colpevolezza di qualcuno durante la tangentopoli salernitana?

«Il problema è che questo governo, questo Stato e questa Repubblica, ormai da decenni, non sono capaci di amministrare la giustizia. Ci sono sicuramente degli innocenti in galera e dei colpevoli che girano a piede libero. Essere garantisti non significa essere innocentisti, significa garantire i diritti all’interno del processo e questi che vogliono allungare i termini processuali dimenticano le vittime e se adesso, tornando indietro, si può essere processati per una legge che all’epoca neanche esisteva».

Questa nuova legge sulla prescrizione sta suscitando non poche polemiche, gli avvocati sono pronti a protestare…

«Io penso che l’avvocatura, quella penale in particolare, ha il dovere di farlo. Non si può più tacere di fronte a questo perché questa legge, viola tutti i trattati in materia di diritti umani».

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