Un museo-teatro per conoscere i campioni dello sport

di Marta Naddei

Oggetti che raccontano storie. Oggetti che raccontano sacrifici. Oggetti che raccontano successi e sconfitte. Scarpette, racchette, guantoni, spade, piattelli e palloni: le “armi” dei campioni, croci e delizie di ogni atleta. Ognuno che contiene sogni, sudore, impegno, passione, delusioni e vittorie.

Saranno a Salerno, da venerdì 13 fino a domenica 29 dicembre, presso palazzo Genovese, a Largo Campo, nel cuore del centro storico. Un museo-teatro dello sport, nel quale non regnerà mai il silenzio grazie agli attori che, con i loro brevi monologhi, porteranno sul palco le storie dei campioni che hanno deciso di donare i loro preziosi oggetti al progetto salernitano.

Tra gli sportivi che hanno aderito all’evento ci sono Adriano Panatta, Dino Zoff, Patrizio Oliva, Vincenzo Nibali, Assunta Legnante, Giuseppe Galderisi, quest’ultimo parte integrante del progetto. Non una semplice mostra o una semplice esposizione di reperti sportivi ma un vero e proprio viaggio attraverso le storie di atleti di ieri e di oggi.

«Il connubio è tra sport e teatro – ha spiegato Sergio Mari, ideatore e cuore pulsante del progetto -: li ho voluti unire ma soprattutto ho voluto che, tramite essi, si potessero conoscere questi campioni che vanno piano piano nel dimenticatoio e invece sono campioni mondiali, europei. Come farli ricordare all’interno di un museo? Oltre all’oggetto che ci hanno donato, attraverso dei copioni teatrali che io stesso ho scritto perché li ho intervistati e li ho affidati ad attori importanti. Chi si troverà all’interno del museo, in tre o quattro minuti, con una performance teatrale, capirà l’oggetto, l’impresa, la performance, lo sport e tutto quello che c’è dietro».

«Questa iniziativa nasce da un sogno di un gruppo di “monellacci” che dopo quarant’anni si reincontrano e decidono di dare respiro a questo sogno – dice Gabriele Fernicola, vicepresidente dell’associazione proponente – I ragazzi del Vietri Raito che, dopo 40 anni di assenza, hanno deciso di interpretare lo sport a modo loro, facendo raccontare da alcuni attori ed ex calciatori le storie che si celano dietro a degli oggetti che raccontano delle emozioni». Un’iniziativa mossa, dunque, da una grande passione ma anche «da un’emozione per il piacere di esserci incontrati dopo tutti questi anni; abbiamo subito dato fiato a un’idea di Sergio Mari che è il nostro personaggio fondamentale, così come Peppe Galderisi che è diventato nostro asset fondamentale, tanto che il nostro progetto sta viaggiando a livello nazionale grazie a lui». Il museo sarà inaugurato venerdì alle 12 e nei giorni a venire sarà aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30.

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