Un ritiro per ritrovare se stessi

di Alessandro RIZZO

È quello che ha voluto organizzare Zingaretti nell’ex abbazia di San Pastore per definire le linee di governo e stabilire le priorità del Partito Democratico. Sul sentiero del pellegrinaggio per Assisi il segretario Dem cerca l’ispirazione calcando i passi che furono di Prodi ai tempi dell’Ulivo.

Presenti ministri e sottosegretari, ha aperto le danze Franceschini. Premessa: continuità ed adesione al governo e conferma del sostegno a Conte che, dal canto suo, saluta con favore il meeting dei compagni di governo. Analizziamo pro e contro di questa occasione. La riflessione profonda sulle priorità è quel che manca al PD da anni.

Questa perduta capacità di ritrovare se stessi è ciò che ha allontanato dal partito i progressisti, i riformisti, l’anima sociale. E non parlo dei comunisti, divisi a metà tra i puristi, scappati via per primi, e i camaleonti, che nel PD hanno trovato ottima collocazione. Facile il lavoro di appoggio a Conte ed altrettanto facile l’endorsement ricambiato dal premier agli alleati: in questo momento nessuno lo osteggia in un Movimento in caduta libera in cui anche Di Battista sembra essere tornato a minacciare una futura leadership di Di Maio. Le priorità sono interessanti anche se ne mancano un paio essenziali. Ambiente, green economy, economia, occupazione, modifiche al decreto sicurezza. Mi sarebbe piaciuto se si fosse discusso anche di scuola, di agricoltura e di pareggiamento tra nord e sud dei livelli minimi essenziali.

E poi, avete presente quando nelle case avanzava la pastasciutta della domenica e la si utilizzava per farne una bella frittata, magari rinvigorendone l’appetibilità con un ingrediente giovane come i tocchetti di salame o un po’ di formaggio? Ecco, l’ingrediente segreto di questa frittata del giorno dopo sembrano essere le sardine, paghe (già) di aver trovato nel Partito Democratico gli unici che hanno dato loro ascolto. Lucide le parole del Sindaco di Bari, che ha reclamato una politica che parta di nuovo dai territori, dalla gente, dai Sindaci appunto.

La politica calata dall’alto ha stancato. Ancor più oggi, che non trova più un tessuto sociale passivo ma ribelle. La politica ora come non mai deve ritrovare la capacità di ascolto e deve dare stabilità alla gente. Insomma, le uova ormai sono rotte, ma almeno che la frittata venga saporita e non sciapa.

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