Una salernitana al Parlamento Ue: «Italexit? Una vera follia»

di Giovanna Naddeo

«Ciao mamma, vado a studiare nel Regno Unito».

Sono quasi 14 mila i giovani che ogni anno, valigia alla mano, lasciano il Belpaese per proseguire gli studi oltremanica, aggiungendosi agli oltre 700 mila cittadini italiani che già lavorano nel regno dei Windsor.

Tra questi, anche la salernitana Francesca Mazzola: dopo la maturità classica al Liceo “Torquato Tasso” di piazza San Francesco, Mazzola ha preso il primo volo per il Regno Unito, laureandosi qualche mese fa alla London Metropolitan University.

Oggi è stagista a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo.

Perché hai deciso di studiare a Londra?

«Ho sempre voluto intraprendere la carriera giornalistica e l’unico modo per poter avere una preparazione pratica oltre che teorica era quello di studiare nel Regno Unito. Mi sono laureata pochi mesi fa alla London Metropolitan University. “Journalism BA” è un corso accademico a tutto tondo: dalla sociologia all’imparare sul campo come produrre materiale audiovisivo e scritto. In Italia non avrei avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con network nazionali come BBC, Channel 4 e Time Magazine sin dai primi mesi di Università. Sono stati fondamentali per me sia sotto l’aspetto umano che accademico: é grazie al loro supporto che sono qui oggi al Parlamento Europeo come tirocinante Schuman. Un sogno che si realizza».

Brexit, pro o contro?

«Assolutamente contro. Sono europeista e credo fermamente nei valori dei Trattati. In questi mesi ho vissuto le due facce della Brexit, da ambo i lati della Manica, Londra e Bruxelles.»

Temi l’uscita dall’Unione Europea anche di altri Paesi?

«Non credo vivremo Italexit o Espanexit, o l’uscita di altri Paesi. Numeri alla mano, sono tanti i vantaggi economici che solo il mercato unico può offrire».

Guardando l’Italia dall’altra parte delle Alpi, qual è  la reputazione attualmente goduta dal nostro Paese?

 «Il nostro Paese è uno dei 27 stati membri (28 prima della Brexit) rappresentati in maniera egualitaria. Non c’è una vera e propria reputazione, non si parla di stereotipi ma di concrete azioni a livello politico ed istituzionale. L’Italia è un paese bellissimo per tutti ma che rappresenta, insieme a Spagna e Grecia, uno stato in crisi e che non riesce a abbassare il proprio livello di disoccupazione».

Ritornerai in Italia? Perché?

«Per ora i miei progetti non riguardano l’Italia, eppure mai dire mai. Se arriva una bella opportunità, potrei farci un pensierino».

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