"Uniamoci prima che sia troppo tardi per tutti noi"

“Uniamoci prima che sia troppo tardi”. E’questo l’appello che Sabatino Senatore, imprenditore operante nel settore dell’abbigliamento, rivolge ai suoi colleghi esercenti salernitani per contrastare l’emergenza economica legata alla diffusione del coronavirus. ”I danni sono ingenti – afferma – e rischiamo il collasso siccome siamo davanti ad una grande crisi di liquidita”. È proprio lo scarseggiare di risorse monetarie per fronteggiare un seppur transitorio momento di crisi a preoccupare gli esercenti di un ambito, quello del commercio del vestiario, che nonostante le difficoltà ha da sempre rappresentato una delle colonne portanti dell’economia salernitana, garantendo un notevole indotto in termini occupazionali che – assicura l’imprenditore – rischia di essere seriamente compromesso procurando il collasso economico di centinaia di famiglie.
Quello dell’abbigliamento, di fatti, è uno dei settori maggiormente in crisi e la chiusura – disposta dalla Regione Campania con apposita ordinanza – di certo non aiuta gli imprenditori che ora cercano disperatamente una via di fuga per tirare un sospiro di sollievo in uno dei periodi più numeri per l’economia mondiale proprio a causa di questa pandemia che sta letteralmente mettendo in ginocchio il Belpaese. Da qui nasce infatti l’appello di Senatore che chiede di fare fronte comune per trovare soluzioni concrete ed evitare il collasso definitivo perchè, e questo non andrebbe mai dimenticato, dietro ad ogni negozio che decide di chiudere i battenti c’è una famiglia che rischia, inevitabilmente, di cadere in disgrazia. E il periodo storico non aiuta. Si rende necessario non solo il sostegno delle istituzioni ma anche e soprattutto di tutti gli enti preposti per fronteggiare la crisi e rinascere, magari più forti di prima.


Come ha subito l’impatto della crisi il settore dell’abbigliamento?

“I danni sono già ingenti. Siamo chiusi da orami quindici giorni. Questo decreto tutto mi sembra fuorche un salva imprese. Ci stiamo affossando rapidamente. E il grande problema e rappresentato soprattutto dall impossibilita di pagare i nostri collaboratori”.


Le banche non hanno facilitato l’accesso al credito?

“Al momento le banche hanno continuato ad operare normalmente, secondo il loro ruolo. Ma proprio per questo motivo occorre un impegno piu ingente da parte della politica e della Camera di
commercio, che dovrebbe rappresentare la casa delle aziende. Possiamo chiudere anche per un altro mese, per quanto mi riguarda sono anche d’accordo ad una maggiore rigidità nell’osservanza delle disposizioni, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare”.


Quali interessi andrebbero tutelati?

“Ripeto, il nostro primo problema é rappresentato dall accesso al credito, che andrebbe agevolato per consentirci di pagare regolarmente i nostri collaboratori. Non dimentichiamo che le piccole imprese rappresentano il 57 per cento del patrimonio occupazionale italiano. In un bar di venti metri quadri o in un piccolo negozio di abbigliamento trovano la loro fonte di guadagno anche tre o quattro famiglie. Rischia di collassare un intero sistema”.

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